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Le frodi RC auto in Italia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Marzo 2011 10:03

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02/03/2011

L’aumento del costo delle polizze RCA proprio in un periodo di scarso sviluppo economico caratterizzato da un basso livello dei salari, ha recentemente risvegliato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni verso il fenomeno delle frodi assicurative nell’RC Auto.

Il dibattito è stato particolarmente vivo proprio negli ultimi mesi 2010 ed è culminato in una segnalazione inviata dall’ISVAP il 29 dicembre 2010 all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo Economico, dei Presidenti di Camera e Senato nonché del Presidente del Consiglio, con la quale è stato evidenziato che il problema delle frodi nei sinistri stradali è divenuto (insieme ad altre criticità del settore auto) di “scottante attualità” e richieda ormai interventi rapidi e risolutivi.

In verità l’ANIA (Associazione tra le Compagnie di Assicurazione) attribuisce da tempo parte della responsabilità dell’elevato costo dei premi RCA proprio all’alto numero dei sinistri falsi, il cui costo finisce spesso per essere ripartito tra la moltitudine di assicurati. E’ emerso inoltre che il dato fornito dall’ISVAP secondo il quale nel 2009 il 2,5% dei sinistri auto abbia avuto una matrice fraudolenta, rappresenti, per ammissione dell’Organo di vigilanza stesso, una “stima al ribasso” poco indicativa dell’effettiva portata del fenomeno. E’ verosimile invece che un gran numero di sinistri falsi non venga rilevato e/o riportato, forse a causa dei limitati strumenti di indagine oggi a disposizione delle Imprese di assicurazione.

Che questa volta vi sia una seria volontà di affrontare il problema è dimostrato da alcune importanti novità. Tra queste merita una particolare attenzione la Banca Dati Sinistri istituita presso l’ISVAP, nuovamente operativa dal 1 gennaio 2011, dopo un periodo di assenza durante il quale è stata sottoposta a modifiche volte a migliorarne la funzionalità. Tale database, implementato tramite le informazioni inviate dalle stesse imprese assicurative durante la fase di gestione e liquidazione dei sinistri, è consultabile attraverso una serie di “parametri di significatività” (condizioni in presenza delle quali si determina il sospetto di frode) al verificarsi dei quali è possibile ottenere informazioni su precedenti sinistri che hanno interessato un certo nominativo od un determinato numero di targa.

Insieme agli archivi presenti presso l’ANIA (SIC, SITA ecc.) ed al Casellario Centrale Infortuni istituito presso l’INAIL, la Banca Dati Sinistri costituisce uno dei più importanti archivi cui attingere per poter individuare ipotesi di frode assicurativa e il suo ritorno è da accogliere con soddisfazione.

Un’altra interessante novità è contenuta nel D.L. 78 del 31 maggio 2010. Sono state infatti inasprite le sanzioni a carico degli “esercenti una professione sanitaria” che, attestando falsamente uno stato di micro-invalidità, inducano una società assicuratrice ad indennizzare un falso invalido. In casi del genere i medici disonesti sono infatti tenuti a risarcire il danno procurato all’assicurazione e rischiano di essere condannati ad una reclusione fino a 5 anni, oltre ad una sanzione pecuniaria.

La novità più attesa per il 2011 è però quella relativa all’istituzione di una Agenzia Antifrode. Se ne è scritto a più riprese, anche nella summenzionata segnalazione ISVAP, ma soprattutto è stato riportato che è all’esame della Commissione Finanze della Camera una proposta di legge volta proprio all’istituzione ed alla definizione delle competenze di tale Agenzia.

Per il momento sembra che il costituendo organo investigativo avrà il compito di raccogliere le informazioni ad oggi contenute nei vari database esistenti (tra i quali proprio la Banca Dati Sinistri dell’ISVAP, ma anche quelle contenute negli archivi della Motorizzazione Civile nonché nelle importanti banche dati gestite in ANIA) razionalizzandone la fruibilità e garantendone l’utilizzo non solo da parte delle imprese assicurative ma anche delle Forze dell’ordine. Si presume inoltre che l’Agenzia verrà supportata, nelle sue attività di indagine, da un nucleo speciale di polizia ed avrà il compito di coordinare azioni legali per conto di più compagnie di assicurazione coinvolte in sinistri fraudolenti.

Ricordiamo che Munich Re, grazie alla sua presenza in molti Paesi in cui il fenomeno delle frodi in ambito RCA è stato affrontato con mezzi e soluzioni differenti, è in grado di fornire un ulteriore contributo a chi volesse approfondire tali tematiche, grazie al know-how acquisito nell’intento di raggiungere un modello efficace di contrasto alle frodi.

In particolare risultano interessanti le soluzioni adottate in Francia e nel Regno Unito dove, accanto a pubbliche autorità, esistono delle strutture private con il compito di contrastare le frodi assicurative, oltre che, naturalmente, specifici dipartimenti antifrode presenti presso le compagnie assicurative. In Germania il GDV (il corrispondente dell’ANIA) è dotato al proprio interno di un apposito organismo antifrode.

Da seguire infine i progetti volti all’istituzione di database a livello europeo, visto che determinate ipotesi di truffe - si pensi al fenomeno del commercio di veicoli rubati - necessitano di sistemi integrati in grado di tracciare veicoli anche oltre confine.

 

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