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Alla vigilia di un autunno caldo PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Settembre 2010 10:47

ITALIA OGGI

02/09/2010

Dopo le ferie estive, l'attività delle agenzie riprende tra rinnovate incertezze e nuove criticità. Il perdurare della crisi economica, il crollo della redditività agenziale, la stagnazione della raccolta assicurativa, l'aumento geometrico dei costi burocratici e gestionali, stanno mettendo a dura prova la tenuta delle reti agenziali, chiamate ad interpretare i confusi segnali di cambiamento provenienti dal mercato.

E come se ciò non bastasse, dopo aver registrato utili da capogiro per oltre dieci anni, le compagnie hanno di nuovo innalzato il vessillo del risanamento, allo scopo di invertire i riscontri di deterioramento dell'andamento tecnico registrati nello scorso esercizio.

Le tariffe hanno ricominciato a lievitare e i portafogli sono sottoposti a continua bonifica, ma quello che più preoccupa la categoria, sono riprese le chiusure di agenzia, dapprima nel meridione e poi a macchia di leopardo in tutto il paese. Di tanto in tanto, qualche revoca eccellente come quella più datata di Angelo Gregorio presidente degli agenti Fata e componente dell'Esecutivo nazionale Sna, o quelle recenti di Maurizio Pacchioni presidente degli agenti Aurora e del comitato dei gruppi aziendali del Sindacato e di Gianfranco Panzeri presidente degli agenti Italiana ex Piemontese (del quale pubblichiamo un'ampia intervista in questa pagina).

Le motivazione di natura antisindacale delle revoche, ad nutum o infondatamente per giusta causa, vanno ricercate nella volontà di testare la risposta delle rappresentanze di categoria che non tarderanno a manifestare la loro capacità di reazione.

Il presidente nazionale Giovanni Metti ha infatti annunciato l'avvio di una serie di iniziative sindacali orientate su diversi fronti: «Intendiamo dare il segnale inequivoco all'Ania, che non è nostra intenzione subire il rifiuto a trattare il rinnovo dell'Accordo che regola i rapporti tra agenti e compagnie. Le reti agenziali stanno attraversando una profonda crisi economica e non è tollerabile il tentativo dell'Associazione delle imprese di sottrarsi alla responsabilità di trovare soluzioni condivise con le organizzazioni sindacali generaliste. E ciò soprattutto a vantaggio del servizio che la distribuzione assicurativa imperniata sulle agenzie è in grado di erogare ai consumatori».

Sul versante dei rapporti con l'Isvap, Metti ha aggiunto che le agenzie «sono afflitte da una mole insopportabile di incombenze burocratiche imposte loro dal regolamento attuativo del Codice delle assicurazioni private. Un vero e proprio percorso ad ostacoli di scarsa o addirittura nulla utilità per l'utenza, caratterizzato da un sistema sanzionatorio del tutto sproporzionato rispetto alle eventuali irregolarità riscontrate in sede di controllo da parte dell'Istituto di controllo.

Abbiamo in animo di far capire all'Authority che non si può più rinviare lo snellimento dell'attività agenziale e l'attenuazione drastica delle sanzioni, la cui entità non trova riscontro in nessun'altra professione. Quanto alla tutela dei diritti imprenditoriali, abbiamo messo in programma il ricorso ad azioni anche di natura giudiziaria, sia in ambito nazionale che europeo, allo scopo di salvaguardare gli interessi degli agenti di assicurazione italiani».

Ma non basta: «Intendiamo avviare un procedimento in sede di Autorità garante della concorrenza e del mercato, affinché vengano garantite le libertà professionali introdotte dalla legge 40/2007 in tema di plurimandato. Siamo peraltro convinti che i disposti in essa contenuti siano stati in larga misura disattesi e che i loro effetti benefici si siano dispiegati soltanto in minima parte», ha concluso Metti. Per dirla in breve, siamo alla vigilia di un vero e proprio autunno caldo.

 

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