| Contro il plurimandato. Le Compagnie resistono alla concorrenza |
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| Giovedì 02 Settembre 2010 10:51 | |||
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ITALIA OGGI 02/09/2010 Risale ai primi giorni di agosto la notizia della revoca subita da Gianfranco Panzeri, agente plurimandatario Italiana Assicurazioni e presidente del relativo Gruppo agenti. Così come era già avvenuto soltanto pochi giorni prima in occasione della revoca di Maurizio Pacchioni, lo Sna si è immediatamente attivato per garantire la massima tutela a Panzeri il quale, oltretutto, si è sempre distinto per i risultati imprenditoriali e professionali conseguiti, nonostante l'impegno profuso a favore della categoria. Lo abbiamo intervistato, per fare in modo che la sua voce non venga sovrastata da quella della compagnia. Domanda. Il movimento sindacale concorda sul fatto che la revoca di mandato attuata nei suoi confronti da Italiana Assicurazioni rivesta una valenza esclusivamente politica. Vuole spiegarci perché? Risposta. Le motivazioni addotte a sostegno della giusta causa sono pretestuose, infondate e senza alcun sostegno documentale. In quanto Presidente di Gruppo, da anni inquadrato in regime 4 dell'Accordo nazionale (il regime 4 è quello che prevede la reciproca assenza di obblighi d'esclusiva nei rapporti tra agente e mandante ndr), ritengo d'essere un obbiettivo emblematico da colpire. L'incorporazione della Piemontese nella Italiana Assicurazioni ha creato, per un centinaio di Agenzie prevalentemente monomandatarie, l'esigenza di riorganizzare tutti i mandati con inderogabile novazione al regime 3. Va da sé l'ovvia conclusione che nel clima di restaurazione generale, il provvedimento nei miei confronti si possa ascrivere all'infausto detto degli anni 70 «colpiscine uno affinché cento capiscano». D. Ritiene che Italiana Assicurazioni adotti atteggiamenti discriminatori nei confronti degli agenti plurimandatari che fanno parte della rete? R. Di fatto, sì. Il decreto Bersani apriva alla concorrenza anche il settore della distribuzione assicurativa. Dopo un primo momento di adeguamento, ob torto collo, delle Compagnie che si sono affrettate all'attivazione di Aziende sottomarca pronte a distribuire mandati a regime 4 (es.: Cattolica con Tua Assicurazioni o Unipol con Navale, per fare un paio di esempi), il cambio di Governo ha determinato il rientro immediato sulle vecchie posizioni, con buona pace degli interessi della clientela/utenza. D. Come giudica in generale l'ottemperanza delle imprese italiane a quanto prescritto dalla Legge 40/2007 in tema di plurimandato? R. Il mio personale giudizio, da un'ottica privilegiata da Presidente di Gruppo, è totalmente negativo. Da subito la Lobby del potere assicurativo ha scatenato una pesante resistenza al provvedimento, alimentando la corte dei «malpancisti» in difesa di gretti interessi di bottega e di consolidati privilegi. D. In base alla visione d'insieme che sicuramente le viene dal ruolo presidente di Gruppo e dall'impegno in seno allo Sna, è corretto secondo lei sostenere che la maggioranza delle compagnie stiano portando avanti una strategia di riorganizzazione delle reti agenziali e di revisione delle relazioni industriali utilizzando come leva anche lo strumento della revoca? R. Non solo è corretto, ma è l'interpretazione vera. È in atto una selvaggia restaurazione che dovrebbe principalmente interessare l'Authority preposta alla concorrenza, anche perché viene usata spregiudicatamente la leva della giusta causa con l'intento di «risparmiare sugli indennizzi».
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